# 1.2.2 Nigeria o Naijá?

Terra di una popolazione altamente mobile, intraprendente e fortemente predisposta al commercio, il territorio conosciuto oggi come Nigeria è stato per millenni uno dei luoghi più pluriculturali e plurilingui del mondo.&#x20;

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In generale, per la situazione linguistica nigeriana cfr. Agheyisi (1984b), Faraclas (1988, pp. 178-179), Parkvall (2000, pp. (6-11), oltre ai dettagliati Blench (2006), il catalogo Ethnologue a cura di Simons e Fennig (XXI° ed., 2018) e il già citato Atlante APiCS Online a cura di Michaelis, Susanne Maria & Maurer, Philippe & Haspelmath, Martin & Huber, Magnus (2013). In particolare, per la geolinguistica del NPE cfr. Agheyisi (1971, p. 2; 1984a, p. 212; 1984b, p. 237; 1988, pp. 230-231), Barbag-Stoll (1983, pp. 38-39), Egbokhare (2001, pp. 115-118), Elugbe e Omamor (1991, p. 12), Eze (1980, p. 51), Faraclas (2013; 1991, p. 510), Jowitt (1991, p. 14), Mafeni (1971, p.99), Mann (2000, p. 465; 1996, pp. 96, 100; 1991, pp. 92-93).
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Gli abitanti parlano un totale di circa 400 lingue native (Adegbija, 1997), quasi tutte appartenenti a tre dei quattro grandi ceppi linguistici presenti in Africa: niger-congo al sud, afro-asiatico al nord e nilo-sahariano nel nordest. Fin da molto tempo prima del contatto con gli europei, in Africa occidentale le persone crescevano conoscendo almeno una o due lingue locali, oltre a una varietà “da mercato” – fondamentalmente una lingua franca – spesso pidginizzata o creolizzata (Faraclas, 2013). Quando poi arrivarono gli europei, versioni più o meno standard delle lingue europee furono aggiunte a questo già ricco repertorio.

A livello geografico, la Nigeria è situata sul delta del fiume Niger, lungo la costa dell’Africa occidentale, tra paesi a predominanza francofona: Camerun, Ciad, Niger e Repubblica di Benin. Con una popolazione stimata di oltre 150 milioni di abitanti, la Nigeria è il paese più popoloso di tutto il continente africano. Almeno metà degli abitanti del paese (insieme a milioni di altri espatriati) parla Nigerian Pidgin, a più livelli. Con una comunità di parlanti di 75 milioni di persone, il NPE non solo risulta essere la lingua africana più parlata, ma anche il pidgin/creolo più parlato al mondo. Inoltre, la crescita del NPE viene descritta da Faraclas (2013) come la più veloce all’interno del panorama linguistico del continente africano.

Sintetizzando la descrizione fornita dallo stesso autore, diremo che il pidgin nigeriano (d’ora in poi anche pidgin, o NPE, ovvero Nigerian Pidgin English) è la prima lingua, o una delle prime lingue, di decine di milioni di persone lungo la costa meridionale della Nigeria e nelle aree urbane in tutto il paese. Per quanto riguarda coloro che non annoverano il NPE tra le proprie prime lingue, non è difficile incontrare chi l’ha imparato come seconda lingua in contesti informali.

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Come in Faraclas (2013), in Nigeria è prassi comune avere più di una lingua “madre”: il repertorio linguistico della maggior parte delle persone è costituito dalle lingue tribali della famiglia da parte del padre e/o della madre, il pidgin/ broken e altre simili varietà locali e le lingue di superstrato; in un paese plurilingue come la Nigeria il code-switching è comunemente praticato dalla maggior parte dei parlanti.
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Ciò accade spesso all’interno e attraverso gli spazi dove il contatto interetnico è facilitato: mercati, luoghi di lavoro, scuole, campus universitari, avamposti militari o caserme della polizia, ecc. Indipendentemente dal fatto che il pidgin sia acquisito come prima o seconda lingua, buona parte dei parlanti si ritrovano a usarlo come risorsa principale negli eventi comunicativi di tutti i giorni.

La competenza in Nigerian Pidgin si muove entro un range di microvarietà a loro volta influenzate da situazioni che possiamo definire sociolinguistiche (Faraclas, 2013; Turchetta, 2009; Igboanusi, 2008; Elugbe e Omamor, 1995). Una competenza ‘profonda’ in NPE è riscontrabile nelle comunità che fanno uso di una varietà ormai stabilizzata da generazioni nelle città di Warri e Sapele, altre varietà sono molto influenzate dalle lingue tribali parlate da coloro che hanno imparato il NPE come lingua seconda e che lo usano soprattutto al mercato, altre ancora sono invece influenzate dall’inglese standard e sono parlate soprattutto dagli studenti nei campus universitari, soprattutto in situazioni colloquiali (cfr. Onjewu e Okpe, 2015).

A meno che non sia diversamente specificato, la varietà di NPE utilizzata per descriverne ed esemplificarne le caratteristiche, il lessico, e le costruzioni è quella usata come L1 da coloro che ne fanno uso per gli eventi comunicativi quotidiani nell’area metropolitana della città di Port Harcourt, sul delta del fiume Niger nel sud-est della Nigeria.

![MAPPA 1.2 (La città di Port Harcourt in Nigeria)](https://2443396917-files.gitbook.io/~/files/v0/b/gitbook-legacy-files/o/assets%2F-M25sm8ZJwuN3AACd2fU%2F-M29-8NGLYEiYRLpTjkb%2F-M29-R-ReFWu6tdkcACI%2FScreenshot%202020-03-11%20at%2015.30.58.png?alt=media\&token=8400ec0f-5e29-47b6-bf4c-e64d45556d65)

Le aree del paese etnicamente più eterogenee costituiscono il terreno fertile di diffusione del pidgin, per cui negli ex Bendel State, Rivers State e Cross Rivers State, in particolare le città di Warri, Sapele, Owerri, Port Harcourt e Benin City, così come nell’ex capitale Lagos, esso è ampiamente adottato come lingua franca (Turchetta, 2009).

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I nomi degli Stati riportati si riferiscono alla suddivisione amministrativa a cui fanno riferimento tutti gli studi sul pidgin nigeriano, cioè quella in vigore grosso modo fino alla nuova Costituzione del 1999. Si deve far notare che l’organizzazione federale della Nigeria è cambiata diverse volte. A tale proposito si possono confrontare le cartine riportate all’inizio dello studio di Deuber (2005) (Map 1a, Map 1b, quest’ultima tratta da Falola, 1999, p. 2) con quella che si trova in Oloruntoba (1992, p. 8): le prime due fanno riferimento alla situazione rispettivamente del 1983 e del 1999, mentre l’ultima a quella del 1991. In base alla cartina del 1999, gli Stati corrispondenti alla vecchia ripartizione amministrativa sono grosso modo quelli del Delta, Anambra, Bayelsa, Rivers, Cross River, Imo e Bendel.  (Fonte: Turchetta, 2009, p. 142)
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Idiagbon-Abdullahi, professore all’Università di Ilorin, in un suo articolo sulla sociolinguistica del pidgin nigeriano (Idiagbon- Abdullahi, 2010), riporta la divisione delle varietà come presentata da Obiechina (1984), ovvero le varietà identificate sarebbero cinque, identificate soprattutto su base etnica per quanto riguarda le zone geografiche di riferimento e le lingue di sostrato coinvolte: Bendel, Calabar, Lagos, Kano/ Maiduguri e Port Harcourt.

All’interno della Costituzione del 1999, oltre l’inglese a cui è confermato il ruolo istituzionale, sono state decretate le tre lingue maggioritarie del paese: lo hausa (parlato nel Nord), lo yoruba (parlato nel Sud-Ovest) e l’igbo (parlato nel Sud-Est). Il pidgin, invece, non gode di alcun riconoscimento di tipo legale-istituzionale, per cui nonostante la sua ampia diffusione e facilità di apprendimento non solo fatica ad essere riconosciuto come lingua ufficiale, ma non è neanche considerato una lingua nazionale.

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Su questo argomento Turchetta (2009, p. 143) nota che già pochi anni dopo l’indipendenza della Nigeria dall’Impero britannico, ottenuta nel 1960, Le Page (1964, p. 79, cit. in Mann 1991, p. 99) scriveva che il pidgin nigeriano «*can unify without arousing hostility and can provide a natural response to the local environment and the multilingual context*» (può unificare senza suscitare ostilità e può fornire una risposta naturale all’ambiente locale e al contesto multilingue). La questione dell’elevamento istituzionale del pidgin a lingua nazionale, o a lingua nigeriana maggioritaria, da usarsi quindi anche durante l’istruzione primaria, è stata perorata, o analizzata nei suoi pro e contro, in più studi linguistici (cfr. Adegbija, 1994; Akere, 1997; Akinnaso, 1990; Egbokhare, 2001, pp. 111-2; Elugbe, 1997, 291-2; Elugbe e Omamor, 1991, pp. 134-8, 143-5, 148; Faraclas, 1991, p. 511; 1996, p. 2; Gani-Ikilama, 1990; Igboanusi, 2002, p. 109; Jowitt, 1997, p. 47; Mann, 1996, 1991); Oloruntoba, 1992, pp. 78-9; Shnukal e Marchese (1983, p. 24).
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Infatti, questa funzione è svolta dall’inglese, insieme alle tre lingue maggioritarie (**hausa**, **yoruba** e **igbo**). La grande importanza di queste lingue si riflette negli usi del pidgin sostanzialmente da un punto di vista fonologico e lessicale.

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Nella Costituzione del 1999 gli art. 35, 36, 55, 97 e 318 sono dedicati alla questione linguistica. In una nota, Turchetta (2009, p. 143) rileva che si deve comunque considerare che, benché l’inglese sia nominato diverse volte, in nessuno dei suddetti articoli viene dichiarato lingua ufficiale della Nigeria (ad esempio, art. 55: «The business of the National Assembly shall be conducted in English, and in Hausa, Igbo and Yoruba when adequate arrangements have been made therefore», “I lavori dell’Assemblea nazionale saranno condotti in inglese, e in hausa, igbo e yoruba quando accordi adeguati vengano presi a tal fine”). Per ulteriori informazioni clicca [qui](http://www.nigeria-law.org/ConstitutionOfTheFederalRepublicOfNigeria.htm) e [qui](http://www.tlfq.ulaval.ca/axl/afrique/nigeria.htm)
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Un’altro fattore di differenziazione, soprattutto per quanto riguarda il lessico, è l’appartenenza a culti specifici e quindi la possibilità di attingere a conoscenze lessicali e idiomatiche particolari da parte dei parlanti (Peter e Wolf, 2007), ma un’analisi in questo senso trascende gli scopi del presente lavoro.
